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Come gestire le conseguenze e giocare d’anticipo

La minaccia dell’ipoglicemia è uno dei principali ostacoli alla qualità di vita delle persone con diabete. Sono diversi i fattori che minano l’autostima, le attività quotidiane e la vita di relazione

  • La consapevolezza di potersi trovare improvvisamente in una situazione di difficoltà.
  • La necessità di stare sempre attenti per cogliere primi segnali di un eccesso di glucosio nel sangue.
  • Il pensiero di doversi sempre ricordare di aver con sé quanto occorre per gestire l’ipoglicemia.
  • Il sentimento di dipendere dalla prontezza di un’altra persona in caso di ipoglicemia grave.
  • Le precauzioni da prendere in caso di attività che non rientrano nella routine quotidiana.
  • I rischi legati a eventi non preventivati (riunioni che si protraggono, appuntamenti imprevisti, ritardi negli spostamenti).

L’ipoglicemia e il timore di episodi ipoglicemici possono avere importanti conseguenze a breve e medio termine.

  • Aumentare il distress psicologico legato al diabete.
  • Ostacolare un controllo adeguato del diabete, inducendo il paziente a correggere “verso l’alto” bassi valori di glicemia o accettare valori elevati.
  • Favorire un incremento nel consumo di carboidrati con conseguente aumento di peso.
  • Compromettere la funzione cerebrale e le performance cognitive, con progressivo deterioramento cerebrale.

Cosa fare

Il primo passo è parlarne: la persona con diabete è restia ad affrontare il problema principalmente perché non vuole far preoccupare i familiari, ma anche il senso di colpa, che scaturisce dall’idea che l’ipoglicemia insorga a causa di errori nella gestione del diabete, gioca un ruolo importante.

I famigliari spesso per motivi di discrezione non approfondiscono con le opportune domande, generando in realtà un’incomprensione perché spesso questo atteggiamento viene vissuto dalla persona con diabete come mancanza di interesse.

Sicuramente, parlare di ipoglicemie può aiutare a superare il problema e alleggerire il carico che comporta sulla famiglia.

Cosa può fare il paziente

  • Descrivere i sintomi ad amici, familiari e colleghi, in modo che sappiano come intervenire nell’evenienza di un episodio improvviso o grave.
  • Prendere il controllo: segnare su un diario la frequenza delle ipoglicemie e le situazioni in cui avvengono, tenere nota delle dosi di insulina, dei livelli di glucosio, della composizione dei pasti e condividere queste informazioni con il medico.
  • Mantenere una comunicazione costante con il diabetologo, informandolo di ogni singolo episodio di ipoglicemia.
  • Evitare il “fai da te”: il timore di una crisi ipoglicemia può indurre la persona con diabete a far salire la glicemia, specie in previsione di impegni e occasioni particolari. Questa attitudine può allentare il controllo sul diabete. È importante condividere con il diabetologo le proprie preoccupazioni e valutare insieme a lui tutti gli eventuali aggiustamenti.

Cosa possono fare famigliari e caregiver

  • Informarsi, parlando sia con la persona diabetica, sia con il medico, in modo da saper fronteggiare gli episodi di ipoglicemia quando si presentano.
  • Indurre il famigliare diabetico a non trascurare il controllo della glicemia.
  • Imparare a riconoscere i sintomi iniziali di ipoglicemia (sudorazione, palpitazioni, tremori).
  • Tenere pronti snack da utilizzare in caso di ipoglicemia o ricordare al famigliare di portarli con sé.

ipoglicemia